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Sommario
Atri è una bellissima città della provincia di Teramo,
che si affaccia come un balcone fiorito sullAdriatico. Centro agricolo e industriale
del subappennino abruzzese, la cittadina sorge su una dorsale alla destra del tratto
terminale del fiume Vomano, infatti dal rilievo su cui sorge scendono sulla costa numerosi
fossi che hanno inciso profondi calanchi. Rinomata per la cucina, per la ricettività dei
suoi abitanti, per le sue storico-culturale-artistiche che vi sono, Atri è
particolarmente frequentata dai turisti e dai villeggianti, che la ritengono una perla
allocchiello di tutta la nostra provincia (infatti dal punto di vista
storico-monumentale è una delle città che sortiscono più interesse tra quelle
dellentroterra adriatico). A circa 444 m. sul livello del mare e a 42 km da Teramo,
anche qui lagricoltura (come del resto in tutta la valle del Vomano) produce
cereali, olive e vite da vino. Anche lallevamento bovino è molto sviluppato. Per
quanto riguarda lindustria notevoli sono gli stabilimenti che producono liquirizia,
famosa in tutta Italia, e apparecchiature elettroniche; ma anche la lavorazione del legno
e la produzione di materiale da costruzione non è da meno. Molte sono le frazioni che
possono vantare di trovarsi nel Comune di Atri, troviamo Càsoli, Fontanelle, San Giacomo
e Santa Margherita.
Storia
Quando nel territorio si rinvennero industrie
delletà dei metalli ed una necropoli del VII V se. A.C., tutti gli studiosi
poterono affermare con certezza le antiche origini della cittadina di Atri. Infatti molti
sono stati i reperti ritrovati in queste zone, tra cui spiccano una ricchissima
monetazione arcaica e uno specchio etrusco a rilievo del V sec. A.C.. Due comunque sono le
ipotesi più accreditate sullorigine della città: la prima, e forse la più
probabile, afferma che la cittadina sia stata fondata dagli Etruschi; mentre la seconda
collegano Atri all'esistenza nella zona di una colonia siracusana di Dionigi di Siracusa.
La città di "Hatria" (Hadria), così chiamata nel periodo romano, raggiunse il
suo massimo splendore proprio in quellepoca quando limperatore Adriano vi
costruì le sue terme, e anche se devastata da Annibale durante la sua campagna militare
in Italia, la cittadina fu così forte e fedele a Roma, che la Urbe stessa la elesse a
"Municipium". Purtroppo durante le invasioni barbariche, come per tutte le
città italiane, anche Hatria cominciò la sua decadenza. Fece parte, in seguito, del
Ducato di Spoleto e risulta una fra le città più importanti, seppur decaduta,
nellHistoria Longorbardorum di P. Diacono. Nel 1252 divenne città vescovile per
volere di Innocenzo IV, e dalla seconda metà del XIII sec. alla prima metà del XIV sec.
ebbe un proprio governo annuale a regimento oligarchico. Nel 1395 Atri entrò in possesso
degli Acquaviva, famiglia che nei secoli a venire divenne assai potente in tutta la
provincia di Teramo, per acquisto dal re Ladislao di Napoli. Gli Acquaviva detennero il
potere per quasi quattro secoli, e proprio grazie a loro la cittadina visse momenti di
grande tranquillità. Ma nel 1760, lultima feudataria di Atri Isabella Strozzi,
rinunciò volontariamente ad ogni diritto sulla cittadina, cosìcchè, nel 1775
lintera zona entrò a far parte prima del Regno di Napoli sotto il re Ferdinando I°
e poi del Regno delle Due Sicilie, di cui seguì le sorti fino allunificazione.
Tantissimi sono stati i personaggi famosi che hanno avuto i natali ad Atri: gli umanisti
Andrea Matteo Acquaviva e Claudio Acquaviva DAragona; il garibaldino Pietro Baiocco;
il letterato Gabriele Cherubini; luomo politico Trojano DAragona Acquaviva; il
tipografo Elvino DArcangelo; il poeta Antonio da Atri; il patriota Aurelio Grue, e
tante e tante altre persone che hanno reso grande Atri in tutta Italia.
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085
87911 |
| C.A.P |
64032 |
| Mercati |
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| Patrono |
S.
Reparata lunedì dopo la domenica in Albis |
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