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Sommario
Con una passeggiata che parte dai monti appenninici, fino a
scendere sul litorale Adriatico, in una fertile valle tra il fiume Salinello ed il fiume
Vibrata, si trova la città di Nereto, antichissimo centro storico un tempo, oggi
cittadina dinamica ed attivia sia in ambito industriale che politico. A 163 m. sul livello
del mare e a 31 km da Teramo, Nereto si trova immersa in una vallata ricca sia per
lagricoltura e sia per lindustria. Come per S. Egidio, molto forte è
lindustria del vestiario e dellabbigliamento con molti maglifici, anche
lindustria dei laterizi, del metalmeccanico e alimentare. Anche lindustria dei
materassi ha una notevole notorietà. Lagricoltura dà cereali, olive e uva da vino.
Molto in voga, sono nel territorio teramano, gli agriturismi che Nereto può vantare, che
sono delle vere e proprie aziende agricole. Questi ultimi sono quasi tutti raccolti lungo
la starda statale 259, che unisce Alba Adriatica con lentroterra neretese. Benchè
uno dei comuni più piccoli di Italia, Nereto può vantare di aver dato i natali a
personaggi molto illustri quali il letterato Ranalli e larcheologo De Guidobaldi.
Storia
Come molti centri della Val Vibrata, vanta origini
antichissime che risalgono a prima della dominazione romana, infatti in epoca pre-romana
fu abitata da molti popoli, come ci narra Plinio il Vecchio, tra cui i Siculi (denominati
così dal "sica", il tipico pugnale che portavano con loro), gli Umbri, gli
Etruschi e i Galli. Varie sono le teorie per quanto riguarda il nome della città di
Nereto: alcuni lo fanno derivare da neritos, luogo boscoso ed ameno o dal fiume dalmata
Neretwa o Narenta, la cui dizione dialettale è Narèta; il Palma lo fa derivare da Neros,
che significa luogo basso ed umido, secondo la sua posizione geografica; ed altri ancora
lo farebbero derivare da Neretum, in ricordo della città situata nella parte
sud-occidentale della Grecia, da dove provenivano i Liburni, che colonizzarono le nostre
terre. Ovviamente anche Nereto seguì il periodo fortunato e fiorente che caratterizzò la
val Vibrata durante il periodo romano. Dopo il periodo romano, la città vide la propria
distruzione per mano dei popoli barbari. Ricostruita un po più a Nord, grazie
allinflusso dei monaci benedettini, la cittadina riuscì a rifiorire, ancora una
volta. In epoca longobarda Nereto fece parte del Ducato di Spoleto e nel basso medioevo
dipese dal regio demanio di Napoli.Passata nel XIII. Sec. alla Chiesa, tornò poco dopo, e
definitivamente al Regno napoletano. Prima del 1860, Nereto si mise in prima linea, tra i
territori provinciali, per la creazione del Regno dItalia, dando vita a moti
carbonari e risorgimentali. Furono principalmente tre gli uomini illustri che ebbero i
propri natali a Nereto: larcheologo Domenico De Guidobaldi (1811 - 1902), famoso per
i molti scavi archeologici a cui aveva partecipato, e per le numerose riviste che aveva
scritto; lo scrittore Emilio Piermarini (1888 - 1969), frequentatore di acsa Croce ed
infine, ma non meno importante il letterato Ferdinando Ranalli (1813 - 1849) che si fece
conoscere in tutta Italia sia per i suoi studi che per la politica.
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