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Sommario
Come anche la vicina cittadina di Ancarano, S. Egidio si
trova a 293 m. sul livello del mare a circa 27 km da Teramo. Forte delle sue frazioni di
Faraone e Paolantonio, il paese è uno dei più floridi di tutta la provincia di Teramo,
grazie a due fattori importantissimi: la posizione, non troppo lontana dal mare ,e non
troppo vicina alle montagne, a pochi passi dalle vicine Marche e dal fervido centro
industriale del Tronto; e dallinnato dinamismo dei cittadini, dediti
allindustria (ricordando che la Vibrata è uno dei centri industriali più attivi
della provincia di Teramo), al commercio (facilitato con le confinanti Marche, che
aumentano il bacino di utenza dei mercati) ed in piccola parte alle attività agricole (la
fertilità delle sue colline è ineguabile a qualsiasi altro territtorio). Centro del
Subappennino abruzzese situato (quasi come tutti i paesi della Val vibrata) sulla dorsale
fra i corsi del torrente Vibrata e del fiume Salinello, è meta indiscussa di ogni
itinerario turistico.
Storia
Il territorio di S. Egidio fu abitato in tempi molto
remoti, nel lontano periodo preistorico, infatti nella zona di Faraone, si sono avuti dei
rinvenimenti riferibili alletà del bronzo e del ferro, come testimonianze di un
antichissimo passato. Nel periodo preromano, alletà dei piceni, doveva già
esistere un agglomerato urbano abbastanza consistente, situato nei pressi di Ripa
Quarquellara. A Testimonianza vi è unantica necropoli picena rinvenuta tra il 1877
1884. Quando Roma divenne una potenza "europea", lantico paese di S
Egidio, denominato al temèo Ilium (situato un po più a Sud dellattuale cittadina),
di cui sussistono testimonianze lungo lUmbrata (lattuale Salinello), era
servito da unimportante diramazione dellantica Via Salaria, che collegava
Ascoli a Roma. Lantico vico romano di Ilium si trovava a strapiombo sul fiume
Salinello e tuttoggi ne rimane un rudere chiamato il Castellano. Unantica
storia, conservata presso la chiesa di Ancarano, racconta che il luogo fu prescelto per
innalzare il tempio a S. Egidio abate e doveva essere boscoso e assai nascosto, così da
rispecchiare gli anni di vita vissuti dal santo nel bosco di Arles, infatti la storia
narrava: "S. Egidio, dopo aver trascorso la sua adolescenza ad Atene, dove vi era
nato, abbandonò la terra natia e, dopo un lungo peregrinare, giunse in Francia dove si
ritirò in una selva inospitale per sentirsi più vicino a Dio; trovata una caverna, la
scelse come sua abitazione, dedicando il tempo alla contemplazione. Il suo nutrimento
proveniva dal latte di una cerva". Tuttora quellanimale si trova sullo
stemma della cittadina. Il territorio di S. Egidio, devastato dalla malaria e decaduto
dopo la fine dellimpero romano, risultò un feudo nel basso Medioevo dei
DAvalos e di certo Matteo di Aquilano. Nel 1815, sotto il regno dei Borboni, la
città vide lacuirsi di un grave fenomeno: il contrabbando. Nel 1860 S. Egidio entra
a far parte del regno dItalia, dietro forte spinta del garibaldino Giacomo Pecoraio.
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| Municipio |
0861
840921
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| C.A.P |
64016 |
| Mercati |
Giovedì |
| Patrono |
S.
Egidio 1° Sette mbre |
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