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Sommario
S. Omero sorge su una lussureggiante collina verde,
spartiacque tra i due fiumi Vibrata da un lato e Salinello dallaltro. A 209 m. sul
livello del mare e a circa 27 km. da Teramo, è uno dei centri più grandi e importanti
della Val Vibrata. Leconomia agricola, favorita soprattutto dalla posizione
geografica della cittadina in una vallata, quale la val vibrata, ricca e fertile, ha un
impulso assai forte; nel territorio si coltivano soprattutto i cereali, le olive, uva da
vino e la frutta, mentre lallevamento si basa molto sui bovini, ovini e suini. Molto
attivo è il commercio del bestiame. Anche lattività industriale incomincia i suoi
primi passi, sotto la spinta dellaltro versante della Val Vibrata. La storia di S.
Omero ha radici antichissime, che si allungano fino alletà preistorica, infatti le
prime testimonianze di civiltà nella zona, risalgono a quel periodo. Notevoli sono i
luoghi storico-turistici da visitare, e molte le attività di carattere familiare, che
offrono ristoro ai turisti. Su un terrazzo presso il corso del Salinello sorge Garrufo
(dal nome di Lucio Tario Rufo, antico nobile romano che in quella zona aveva molti
possedimenti), mentre laltra frazione, Poggiomorello, sorge su un rilievo,
allaltro lato della valle.
Storia
Oggi uno dei nuclei più importanti, se non il più
importante, di tutta la Val Vibrata e un tempo la cittadina di S. Omero non era certamente
da meno. Le sue origini, forse tra le più antiche della vallata del fiume Vibrata, si
hanno grazie ad un ritrovamento di una iscrizione sabellica su un cono di arenaria, ora
conservato al museo civico di Teramo, ed alla presenza di strane e misteriose costruzioni
che tutti chiamano cisterne, ma il cui esatto uso non è stato ancora accertato. In
seguito, durante la dominazione romana, sia lintera vallata, e quindi anche S.
Omero, ebbero un periodo veramente florido. Infatti il clima favorevole e laria
limpida, la costruzione della via Metella e Salaria favorirono indiscutibilmente, sia
leconomia del posto, sia linsediamento di molte famiglie nobili romane, le
quali acquistarono molti poderi per edificarci. Di conseguenza numerosi furono i vichi e
paghi che sorsero in quel periodo; soprattutto abbiamo informazioni di due vichi: Castrum
Rufi e Vicua Stramenticius o Stramentarius. Per quanto riguarda Castrum Rufi, i suoi
ruderi ancora si possono vedere, e proprio qui ebbe molti possedimenti il nobile romano
Lucio Tario Rufo, da cui deriva poi il nome della frazione Garrufo. Invece il Vico
Stramentario o Stramenticio (così chiamato per in quelle zone si raccoglieva paglia e
strame) sorgeva a Nord di S. Omero doveva essere il vicus più importante di tutta la
zona. Infatti proprio lesistenza di diversi vichi ci fa ipotizzare che Aplma sia
esistita come citta-madre per i vari vichi. Quando lImpero Romano cadde, in vista
delle incursioni barbare, S. Omero si fortificò. Nel medioevo, nel 1154, la cittadella
risultò feudo di un certo Gualtiero di Rinaldo. Gli Acquaviva di Atri, che dal XIII sec.
condivisero il feudo prima con i signori di Bellante e poi con quelli di Canzano, ne
ebbero il pieno possesso dal 1528 al 1639. Messo allasta, divenne proprietà nello
stesso anno di Diego Filomarino, prestanome per il fratello Francesco. Nel 1644 il
territorio fu in seguito acquistato dal casato dei Mendoza, che ne furono i signori sino
alleversione della feudalità (1806). Dopo quellanno si crerarono nel
territorio numerose proprietà terriere borghesi che hanno caratterizzato lintero
panorama agrario e la vita delle popolazioni della val vibrata, sino a pochi decenni or
sono. Lunico uomino illustre di queste terre è lindustriale tessile Vincenzo
Monti.
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| Municipio |
0861
81221 |
| C.A.P |
64027 |
| Mercati |
Domenica |
| Patrono |
S.
Omero 3 giugno |
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