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Centro agricolo del Subappennino abruzzese, Torano si trova sulla dorsale che divide il fiume Salinello dal torrente Vibrata. Tuttavia la stessa cittadina sorge tra due brevi affluenti del torrente Flaio. Il nome della città, derivata dall’antico nome della dea della Fertilità Turan, rispecchia in pieno la predisposizione e il dinamismo dei cittadini di Torano. Come un po’ in tutta la valle vibrata, la popolazione è dedita all’agricoltura (cereali, olive frutta e uva da vino), all’allevamento del bestiame e all’industria di trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici (non dimentichiamo che una delle manifestazioni più conosciute nella provincia di Teramo, è proprio la sagra delle salsccie di Torano). Anche Torano ha un clima di tipo mite, con inverni non troppo rigidi, per l’effetto della vicina costa adriatica, ed estati non troppo calde, per la vicinanza dei monti dell’appennino. Le estati, particolarmente fresche, possono godere di una dolce brezza che infresca tutta la valle Vibrata.

Storia

Come è successo per Ancarano, così anche il nome di Torano deriva da un’antica divinità etrusca, Turan, dea della fertilità, il cui culto, insieme a quello di Feronia e Ancaria, si sviluppò in maniera assai accentuata, in tutta la valle della Vibrata, in epoche assai remote. Gia questa considerazione ci può portare a pensare che la cittadina ebbe antiche origini, infatti notevoli sono le testimonianze epigrafiche, ritrovate nella zona dell’attuale cimitero. Anche qui, come del resto per tutte le altre cittadine della valle del Vibrata, la dominazione romana portò fertilità e benessere, tanto da favorire gli insediamenti di svariate famiglie nobili di Roma. Dopo il periodo romano, la cittadina subì varie invasioni: i Goti di Odoacre e i Saraceni, così da indurre la cittadinanza locale a costruire grandi e robuste fortificazioni che presero il nome di castelli (in particolare Torano fu denominata Oppidum Torani). Intorno al 1480, la cittadina fu assoggettata dal potere francese, tanto che quest’ultimi vi mandarono una guarnigione di 300 soldati per difenderla. Nel 1496 vi fu un vero e proprio assedio posto dagli ascolani attorno alla rocca di Torano, per toglierla dalla mano dei francesi. La rocca, dopo una lunga e cruenta battaglia, venne presa e distrutta, avendo fatto però strage dei difensori. Durante l’epoca rinascimentale Torano e tutta la valle Vibrata furono teatro di violentissimi lotte tra potenti famiglie del tempo, come ad esempio gli Acquaviva di Atri. Il 14 agosto 1862, dopo l’Unità d’Italia, la denominazione di Tirano cambiò in Torano Nuovo. Possiamo ricordare: il chimico Vincenzo Comi (1765 - 1830), il teologo Francesco da Torano (XVII sec.) e il beato Agostino Novello (XIII sec.).


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